Pubblicata la prima ricerca scientifica italiana sulla Biodanza

La rivista Psicologia e Salute ha pubblicato la ricerca scientifica condotta dalla dott.ssa Maria Teresa Giannelli presso l’Università La Sapienza di Roma.

La ricerca, dal titolo Efficacia sulla salute di un corso annuale di Biodanza: studio empirico con 235 persone, è un’ampia indagine sugli effetti della pratica di Biodanza, condotta su un campione di volontari che hanno partecipato a un corso settimanale di Biodanza per almeno un anno. Il campione, distribuito su tutto il territorio nazionale, ha coinvolto anche diversi gruppi in Brescia e Provincia.

Il lavoro, avviato alcuni anni fa con il contributo decisivo di Carmen Mazza (allora presidente dell’Associazione Biodanza Italia) rappresenta un primo importante passo nello studio degli effetti di Biodanza sulla salute, oltre che un riconoscimento della serietà del Sistema Biodanza e della professionalità con cui centinaia di operatori stanno lavorando da molti anni a questa parte.

Si tratta di una ricerca sperimentale controllata, progettata da un gruppo di psicologi dell’Università La Sapienza di Roma insieme all’Associazione Biodanza Italia, l’associazione nazionale di operatori di Biodanza.

Obiettivi

I ricercatori si sono posti i seguenti obiettivi:
1. rilevare gli effetti della Biodanza su alcune dimensioni del benessere;
2. discriminare gli effetti benefici specifici della Biodanza da quelli di altre attività fisiche;
3. valutare quanto eventuali benefici si mantengano nel tempo.

Partecipanti

I partecipanti alla ricerca sono stati distinti in tre gruppi: uno sperimentale e due di controllo.
1. Gruppo sperimentale Biodanza, composto da 96 persone che iniziavano per la
prima volta un corso settimanale di Biodanza;
2. Gruppo di controllo Attività fisica, composto da 71 persone che iniziavano un corso riguardante un’attività fisica (per lo più ballo);
3. Gruppo di controllo Sedentari, composto da 68 persone che non effettuavano con frequenza almeno settimanale alcuna attività fisica.
I partecipanti del gruppo sperimentale sono stati seguiti per un anno da 20 operatori distribuiti sul territorio nazionale. Questi hanno provveduto a far compilare i questionari all’inizio del corso (ottobre), alla fine del corso (giugno) e prima dell’inizio di un nuovo anno di corso (ottobre-novembre).

I questionari

Sono stati compilati quattro questionari:
1. Psychological Well-Being Scale (PWB): misura il benessere psicologico valutando indicatori del buon funzionamento psichico e dimensioni collegate sia alla qualità della vita che allo stato di salute fisica;
2. Mesure du Stress Psychologique (MSP): valuta lo stato di stress inteso come sistema complessivo e generale di risposta dell’individuo all’ambiente;
3. Toronto Alexithymia Scale (TAS-20): valuta i livelli di alessitimia (difficoltà nel percepire e comunicare i sentimenti);

Risultati

Alla prima somministrazione del test, il gruppo di Biodanza, rispetto ai due gruppi di controllo, presentava livelli di benessere significativamente più bassi (con valori fino p<0.00001) e livelli di stress (fino a p<0.000001) e di alessitimia (fino a p<0.00001) significativamente più alti pur rientrando, questi valori, nella media della popolazione italiana.

Alla fine del primo anno di corso, il gruppo di Biodanza presentava un aumento significativo dei livelli di benessere (fino a p<0.00001) ed una riduzione significativa dei livelli di stress (fino a p<0.00001) e di alessitimia (fino a p<0.05).
I gruppi di controllo non presentavano variazioni significative.

Dopo circa 4 mesi dalla sospensione dei corsi di Biodanza, i livelli di benessere presentavano una riduzione, ma rimanendo sempre al di sopra dei valori iniziali. Analogamente i livelli di stress aumentavano, ma rimanendo sempre al di sotto dei valori iniziali. I livelli di alessitimia ritornavano invece ai valori iniziali.

Dai risultati emerge che tra i partecipanti ai corsi di Biodanza è presenta una “domanda di benessere”. E’ stato dimostrato che questa domanda viene soddisfatta, poiché la frequenza ad un corso settimanale di Biodanza della durata di 9 mesi aumenta i livelli di Benessere e riduce i livelli di Stress e Alessitimia; inoltre risulta che questi effetti benefici si riducono lievemente durante la sospensione estiva, pur rimanendo sopra i livelli iniziali.
La numerosità dei soggetti studiati ed il rigore metodologico ne fanno una delle poche ricerche scientifiche sull’efficacia della Biodanza, se non l’unica.

Conclusioni

I risultati della ricerca sostengono l’ipotesi che la Biodanza sia effettivamente una pratica di promozione della salute, in quanto coloro che vi partecipano, in maniera regolare per circa un anno, presentano un aumento del Benessere Psicologico e una diminuzione di Stress e Alessitimia.
La Biodanza svolge una funzione di prevenzione in quanto – in assenza di patologie conclamate – riesce a intercettare una domanda di salute e a rispondervi efficacemente. Essa rappresenta uno spazio in cui il corpo è valorizzato per le sue caratteristiche espressive piuttosto che per quelle di performance. È un luogo, inoltre, in cui le persone possono vivere e/o rivivere nel “qui ed ora” e nella relazione con l’altro aspetti centrali della propria vita. Tale processo rappresenta un’occasione per migliorare il contatto con se stesso e per integrare le diverse parti di sé (Scilligo, 2004).

Dettagli

  • Titolo: Efficacia sulla salute di un corso annuale di Biodanza: uno studio empirico
  • Titolo inglese: Effectiveness on the health of an annual course of Biodanza: empirical study with 235 people
  • Titolo Rivista: PSICOLOGIA DELLA SALUTE
  • Autori/Curatori: Maria Teresa Giannelli, Patrizia Giannino, Alessandro Mingarelli
  • Anno di pubblicazione: 2015
  • DOI: 10.3280/PDS2015-001009

 

Per scaricare il documento

Il testo della ricerca è acquistabile dal sito dell’editore Franco Angeli:

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